PAGANINIANA 2007
Genova, 22 settembre – 22 ottobre






Ascolta il brano vincitore concorso iperviolino

Estratto del brano vincitore del Concorso di composizione per iperviolino

Dalla Sua Orbita
per iperviolino ed elettronica (2007)
di Marco Marinoni

Diana Jipa, iperviolino



Dalla Sua Orbita è stato scritto nella primavera del 2007 espressamente per il 1º Concorso di composizione per iperviolino (organizzato dal "Conservatorio Statale di Musica "N. Paganini" nell'ambito della Paganiniana) con l’obiettivo di integrare nella struttura compositiva parametri di controllo esterni e stabilire un feedback continuo tra ll’azione sullo strumento e il trattamento elettronico dei materiali generati. Aspetti relativi alla tecnica strumentale quali la posizione e il movimento dell’arco sulle corde o il semplice spostamento della mano sinistra sul manico dello strumento secondo posizioni e diteggiature indicate in partitura divengono motori di codifica per quanto riguarda il trattamento in tempo reale del suono e lo strumentista non è più solamente responsabile dell’esecuzione della parte strumentale ma con i suoi movimenti e attraverso le sue scelte interpretative è coinvolto direttamente e in modo determinante nella costruzione delle modificazioni timbriche e dei percorsi di spazializzazione dei materiali sonori nei diffusori.






Da violino ad iperviolino

L’idea originaria nasce nel 1999 dall’incontro tra il compositore Roberto Doati ed il prof. Antonio Camurri con la collaborazione dello staff di InfoMus Lab dell’Università di Genova. Una delle problematiche più importanti all’epoca, ma ancora oggi molto viva, era quella di trovare il modo di controllare l’andamento dei vari parametri d ella trasformazione del suono secondo articolazioni più naturali e complesse dello spostamento di un mouse o di un cursore MIDI. Da qui à nata la proposta di prendere in considerazione alcune delle tecnologie messe in atto dall’equipe di InfoMus Lab, in particolare da Matteo Richetti, ed unirle ad una composizione per violino ed elettronica che Doati stava scrivendo, in modo da trovare un sistema per rilevare la gestualità del violinista e utilizzarla come controllo della parte elettronica. Il sistema interattivo così creato è costituito da due piccoli sensori analogici: un braccialetto posto sul polso destro dell’esecutore che rileva il movimento dell’arco e un microled posto sotto il riccio del violino per “catturare” lo spostamento della mano sinistra. Questi dati, trasformati in linguaggio MIDI, comprensibili per i tradizionali software musicali, potranno modificare come di norma, qualsiasi parametro del suono: altezza, tempo, timbro distribuzione e movimento spaziale fra gli altoparlanti, ecc. Ma la grande varietà di articolazioni, dipendenti dalle posizioni che la partitura per violino richiede all’esecutore di assumere, offre al compositore un più vasto repertorio di gesti che il solo esecutore alla regia del suono non sarebbe mai stato in grado di produrre, né di gestire. Ecco quindi perché il violino diventa “iperviolino”.