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PREMIO PAGANINI Newsletter Quarta Corda
Paganiniana 2005: largo ai giovani! La "Paganiniana", rassegna di concerti incentrata sulla figura di Niccolò Paganini, è stata inaugurata il 12 ottobre da un concerto di Julia Fischer accompagnata dall'Orchestra della Radio di Berlino, diretta da Marek Janowski. Per l'occasione la giovanissima violinista ha suonato il Concerto in re maggiore op. 77 di Brahms sul violino di Paganini, il prezioso Guarneri 'del Gesù' del 1743. La Fischer ha mostrato una sicurezza e padronanza non solo nella tecnica ma anche nelle doti interpretative, riscuotendo un grande successo sia di critica che di pubblico. Questa edizione in verità ha avuto un'importante anteprima a maggio con due recital: Leonidas Kavakos, vincitore del "Premio Paganini" nel 1988 e Lenuta Ciulei anche lei primo premio del "Paganini" nel 1976. Il festival è proseguito con due concerti Lilya Zilberstein e Viktoria Mullova due soliste di fama internazionale che si sono ripresentate al pubblico genovese con un nuovo repertorio, accompagnate rispettivamente da Sergej Krylov (violino) e da Ottavio Dantone (clavicembalo). Questi due concerti si sono tenuti al Teatro Carlo Felice, mentre, a partire dal 26 ottobre la stagione Paganininana si è trasferita nell'auditorium della Casa Paganini, spazio recentemente restaurato e restituito alla città. Il pubblico ha così avuto modo di apprezzare le qualità acustiche e la bellezza architettonica del complesso di S. Maria in Passione, situato proprio nel centro storico a due passi dalla Chiesa di S. Maria in Castello e dalla Facoltà di Architettura dell'Università di Genova. A Casa Paganini i protagonisti sono stati i giovani virtuosi del violino, vincitori di prestigiosi concorsi di violino: Barnabas Kelemen, Baiba Skride e Nicolaj Znaider (n.d.r. per motivi di salute è stato sostituito dalla giovanissima Chloë Hanslip). Inoltre è stato presentato in prima assoluta il brano I voli di Niccolò, composto da Luca Francesconi, ispirato a Paganini ed eseguito dal Quartetto Arditti. In programma anche l'esecuzione di brani appositamente composti ed eseguiti dagli studenti del Conservatorio "N. Paganini" di Genova. Si delinea così la vocazione della rassegna: identificare sempre più Genova come città Paganiniana per eccellenza, dando spazio a giovani artisti: sia compositori già affermati (Luca Francesconi) o diplomati del Conservatorio di Genova (Carla Magnan, Andrea Campora e Stefano Guarnieri), o violinisti ambiziosi e ricchi di talento (Sergej Krylov, Barnabas Kelemen, Chloë Hanslip e Baiba Skride), per offrire allo spettatore un'ampia possibilità di scelta in campo musicale, ed un'esperienza unica nel segno del grande Paganini. Ricordiamo che il Festival, divenuto uno degli appuntamenti culturali di rilievo della città, è biennale e si alterna al Concorso Internazionale di Violino "Premio Paganini", che si svolgerà nel 2006. La rassegna si integra con le altre offerte culturali della città ed in particolare col programma mozartiano del Teatro Carlo Felice (dal 21 ottobre 2005 al 4 aprile 2006). Abbiamo rivolto alcune domande a Julia Fischer, Sergej Krylov, Baiba Skride e Nicolaj Znaider. Ad eccezione di Znaider tutti hanno iniziato a muovere i primi passi musicali in famiglia. Infatti i loro genitori erano musicisti professionisti che li hanno incoraggiati ad imparare a suonare uno strumento così come è successo a Baiba Stride: "Nella mia famiglia la musica ha avuto un ruolo importante nella vita, così musicista. Ho sempre suonato insieme alle mie sorelle, ci divertivamo e allo stesso tempo ci incoraggiavamo l'un l'altra. Ma non è necessario che i genitori siano musicisti, fin tanto che comprendano il desiderio di un bambino di fare musica e lo incoraggino il più possibile. Ad esempio portando i loro figli ai concerti oppure educandoli a sentire musica a casa". Aggiunge Krylov: "Per coloro che non crescono in un ambiente musicale risulta però più difficile accostarsi al mondo artistico e impiegano più tempo a penetrare nella musica sebbene siano accompagnati da un bravo maestro. La famiglia musicale è per me un po' come quella del circo, dove tutti, nonni genitori e figli condividono al 100% l'atmosfera artistica". Anagraficamente i quattro violinisti appartengono alla stessa generazione, quali sono state le loro influenze musicali? Sergej Krylov: "I miei genitori hanno rappresentato per me l'influenza musicale maggiore e tuttora ho un forte scambio con mia madre, purtroppo mio padre non c'è più. Nei miei anni di formazione Abraham Stern e Salvatore Accardo sono state due guide fondamentali, alle quali si è aggiunto recentemente Mstislav Rostropovich, dal quale ho avuto straordinarie lezioni di musica quando ho eseguito sotto la sua direzione il concerto di Beethoven a Madrid e quello di Caikovskij alla Tonhalle di Zurigo. Molto importante per me è l'apporto dei miei amici musicisti con cui parlo e discuto quotidianamente di musica, creando uno scambio di idee proficuo in sede di studio e di elaborazione di un mio proprio pensiero musicale". Anche Nicolaj Znaider ritiene che l'incontro con il grande Rostropovich sia stato fondamentale, così come quello con Barenboim. Ma dal punto di vista musicale chi lo ha influenzato di più è stato il suo insegnante Boris Kuschnir, che tra l'altro ha fatto parte della severa giuria della 50ª edizione del "Premio Paganini". Per Julia Fischer diversi fattori l'hanno influenzata: "Prima di tutto mia madre che è una pianista, i miei insegnanti Helge Thelen, Lydia Dubrowskaya e, ovviamente, soprattutto Ana Chumachenco. Ci sono state poi le registrazioni di David Oistrakh e anche quelle di Glenn Gould che sono state per me molto importanti. Infine i grandi direttori d'orchestra con i quali ho avuto occasione di suonare abitualmente: Lorin Maazel, Christoph Eschenbach, Marek Janowski e Yakov Kreizberg". Per Baiba Skride, cresciuta in Lettonia, sono stati importanti i suoi due insegnanti, Ludmila Girska in Lettonia ed il professore Petru Munteanu di Rostock dove ha proseguito gli studi. "Ma è molto importante ascoltare diverse registrazioni, non solo con il tuo strumento, e lasciare che le altre cose della vita, non direttamente collegate alla musica, ti influenzino". Tutti hanno partecipato ed hanno vinto i più importanti e prestigiosi concorsi musicali di violino. Quali consigli darebbero ad un giovane concorrente? Julia Fischer (vincitrice del Yehudi Menhuin nel 1995) è la prima a rispondere: "Non prendere la cosa seriamente! I concorsi non sono obiettivi - in effetti sono MOLTO soggettivi. è bello partecipare perché studi e impari tanto e poi incontri tanti altri giovani e simpatici violinisti. Tutto il resto è irrilevante". Aggiunge Baiba Skride (vincitrice del "Queen Elisabeth" di Bruxelles nel 2001): "La cosa migliore in un concorso è l'opportunità di preparare un ampio repertorio e di esibirsi di fronte ad un pubblico, ma bisogna ricordarsi che si è lì per suonare musica. Non bisogna essere spaventati di mostrare la propria personalità, le proprie idee. Mi sembra invece che oggi giorno molti giovani siano più preoccupati di essere perfetti e dimentichino che la musica è sempre più importante, bisogna viverla, sentirla e lasciare che gli altri la apprezzino. Persino in un concorso. Naturalmente ci si deve preparare adeguatamente e il livello di preparazione raggiunta paga sempre, qualunque sia il risultato, ma occorre ricordare che bisogna concentrarsi sulla musica." Anche Nicolaj Znaider (vincitore del "Carl Nielsen" di Odense nel 1992 e del "Queen Elisabeth" di Bruxelles nel 1997) è d'accordo su questo aspetto: "Suggerirei di concentrarsi sulla musica e non sul concorso". Sergej Krylov (vincitore del "Fritz Kreisler" di Vienna nel 2000) affronta due temi importanti; l'approccio al concorso e quello della preparazione: "Tra i numerosi suggerimenti che si potrebbero dare, il primo è questo: avere la consapevolezza di iscriversi a un concorso per competere, vincere e non soltanto per partecipare. Lo spirito della gara è l'anima del concorso e arrivare in finale per poi tentare con tutte le forze di vincere deve essere l'obiettivo principale. È molto pericoloso, al contrario, iscriversi solo per partecipare perché una volta eliminati accade sovente che i ragazzi sprofondino in lunghi periodi di depressione. Credo inoltre che gli insegnanti abbiano un ruolo importante nel decidere quali tra i loro allievi e in quale momento del loro percorso di studio possano iscriversi a un concorso internazionale. Un secondo suggerimento riguarda il programma: è uno strumento fondamentale da elaborare con grande cura e intelligenza poiché deve mettere in luce le migliori qualità del concorrente; purtroppo il 95% dei candidati sbaglia la scelta cercando di sfoderare capacità tecniche o artistiche che in realtà non padroneggia del tutto." Ma quali sono gli elementi che aiutano la carriera di un giovane musicista? Secondo la Fischer è sbagliato l'approccio di questa domanda perché in realtà: "è intorno alla musica che si sviluppa una carriera, non viceversa. Se un giovane musicista decide, senza alcun motivo, di fare carriera, invece di sviluppare le sue motivazioni musicali, vi posso assicurare che sarà una carriera breve - se carriera ci sarà. Sono sinceramente convinta che se qualcuno vuole diventare un musicista professionista, lo farà indifferentemente, sia che sia solista, orchestrale, insegnante, promotore di concerti o agente. Si dovrebbe scegliere di fare il musicista perché si crede che il mondo abbia bisogno di musica e senza musica le emozioni di essere umano muoiono. Tutto il resto arriverà con l'impegno ad applicarsi, studiare e con la dedizione." Stesso concetto espresso da Znaider, che ribadisce che il fattore più importante è "la dedizione allo sviluppo di idee musicali e la costante concentrazione sulla musica, NON sul fare carriera". Anche per Baiba Skride la cosa più importante è lavorare sodo, imparare tutto quello che c'è da imparare, rimanere se stessi ed il resto verrà di conseguenza. Krylov sottolinea che: "La possibilità di registrare dischi è l'unico modo per lasciare tracce concrete dietro di sé. Per quanto riguarda il contratto discografico credo sia strategico e molto efficace da un punto di vista promozionale essere appoggiati da un'importante casa discografica. Il caso di Lang Lang mi sembra emblematico in questo senso: è un pianista che non sarebbe arrivato al grande pubblico così in fretta se non avesse beneficiato di una massiccia opera di promozione delle sue registrazioni da parte di Deutsche Grammophon stessa". Per la Fischer un contratto può essere controproducente soprattutto se la casa discografica non conosce la differenza tra spettacolo e arte. Tutti sono impegnati sia in concerti che in sala d'incisione. Julia Fischer sta per incidere il Doppio Concerto di Brahms con Daniel Müller-Schott al violoncello, e la Netherlands Philharmonic Orchestra, diretta da Yakov Kreizberg. Krylov sarà al Teatro Lirico di Cagliari con il Primo Concerto di Paganini. Uno dei grandi progetti dell'anno 2006 è l'impegno con Vladimir Ashkenazy e la English Chamber Orchestra per eseguire il Concerto di Mendelssohn. Nicolaj Znaider, oltre ad alcuni recital in Italia (Bologna, Milano e Roma) e all'estero con Robert Kulek sarà impegnato nell'incisione dell'integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Johannes Brahms, con Yefim Bronfman. Baiba Skride sarà impegnata in concerti, sperando di "far conoscere brani di musica interessanti e dare emozioni e gioia al pubblico". Un augurio che facciamo a tutti loro. |