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PREMIO PAGANINI Newsletter Quarta Corda
Piacere... Syncopations* *Opera per violino solo (durata 8') commissionata dal Comitato Artistico del Concorso Internazionale di Violino "Premio Paganini" Genova - Edizione 2006 che sarà pubblicata da Casa Ricordi, Milano Due interrogativi motivano l'astratto gioco speculativo della composizione: 1º) possono essere ribaltati i termini della classica trascrizione che, partendo dal virtuosismo violinistico di stampo paganiniano, giunge a influenzare la tecnica "pianistico-corporea" di Liszt (tecnica trascendentale che colloca la musica in uno spazio teatrale)? 2º) può sussistere un punto d'incontro fra opere musicali appartenenti a generi differenti, opposti nella loro concezione? Ho cercato di rispondere a queste domande scandagliando i materiali puramente musicali che compongono due pezzi destinati al pianoforte - Nuages gris (1881) di Franz Liszt, ed Elite Syncopations (1902), di Scott Joplin - nel tentativo, assurdo ma avvincente, di trovare una soluzione attraverso l'impiego della tecnica "violinisticocorporea" di Paganini (applico la precedente definizione lisztiana). Il primo pezzo è un "andante" che oscilla fra movimenti intervallari di sapore espressionista e colori timbrici di marca impressionista. Il secondo è un "rag", ballabile ma "dolce", caratterizzato da cellule tematiche di derivazione chopiniana (con il caratteristico salto iniziale di sesta maggiore). La modalità d'impianto contrappone il minore di Nuages al maggiore di Elite. Sotto il profilo armonico, il cromatismo esasperato dell'ultimo Liszt solo apparentemente si riflette negli scivolamenti cromatici di Joplin mentre gli incisi melodici, in entrambe le composizioni, sono generati da accordi arpeggiati. È invece il principio del ritmo sincopato (di qui il titolo) a stabilire un concreto punto d'incontro: alle figure per "aggravamento" di Nuages (es. batt. 3-4), si contrappongono quelle per "diminuzione" di Elite (es. batt. 21-22). Si tratta di figure che generano un mosaico ad incastri all'interno d'alterne permutazioni agogico-dinamiche. Ne consegue l'aspetto "dialettico" di un'insolita scrittura violinistica che si articola su due pentagrammi (già anticipata da Paganini nel Duo Merveille), sia per separare la tecnica dell'arco da quella del pizzicato che per evidenziare le differenze fra i materiali citati. Azio Corghi |