PREMIO PAGANINI
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Quarta Corda
Anno IX n.1 - febbraio 2006


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Q&A - Volker Biesenbender

Paganini ha caratterizzato il suo tempo sviluppando nuove tecniche violinistiche.
È stato anche uno dei primi divi "ante litteram". Oggi chi può essere il prossimo Paganini?

Non credo che Paganini abbia sviluppato consapevolmente una nuova tecnica violinistica - come artista creativo aveva trovato mezzi inusuali e nuovi modi per incantare il pubblico, ad esempio si dice che parecchie signore tra gli spettatori svenissero quando lui suonava.
In qualche modo Paganini interpretava un ruolo che oggi è tipico di altri media culturali: il cinema, la TV, i concerti pop e via dicendo. Nella sua epoca era legittimo e nuovo "stregare" il pubblico con una tecnica pirotecnica.
Ai giorni nostri, dove tecnicamente tutto è possibile, personalmente trovo sia fuori luogo esercitarsi per anni per ottenere ottave perfette oppure un fantastico staccato con un arcata in giù: oggi c'è bisogno di un'altra concezione di musica se la musica classica deve avere un senso.
Oggi la tecnica violinistica ha raggiunto un livello "astrale", ma sfortunatamente si è trasformata in un sorta di esercizio sterile, immacolato, noiosamente distaccato, che per timore di fare errori e di ricevere voti bassi dalle giurie tende a dimenticare la vera ragion d'essere della musica: trasmettere sentimenti e significati, "raccontare una bella storia". Dal momento che oggi non c'è più niente da scoprire, a mio modo di vedere il prossimo Paganini deve essere in grado di colpire il pubblico con la sua personale visione musicale "la sua storia" piena di vita.

Quale sono le qualità che dovrebbe possedere un solista, e non intendo solo solista di strumenti ad arco?
Paganini era solito improvvisare molti dei suoi pezzi dando al suo accompagnatore (sia che fosse un pianista o un chitarrista) scarne indicazioni, quindi, secondo me, la più importante qualità per un solista è un approccio alla musica di improvvisazione, che conferisce un tocco di "casualità" all'interpretazione musicale.

Musica e concorsi. Quali consigli darebbe ad un giovane musicista che si sta preparando per un concorso?
Se i giovani (ed i loro insegnanti) vivono un concorso di violino come un gioco divertente, nel quale non è così importante vincere (e non sempre vince il migliore!), se lo vedono come uno dei tanti terreni dove mettere alla prova il loro potenziale, allora può diventare una bella esperienza.
Secondo me oggi i concorsi non sono affatto l'unico biglietto per iniziare una carriera, al contrario la maggioranza dei solisti delle nuove generazioni non sembra aver mai partecipato ad un concorso internazionale.

Lei suona in un ensemble e il suo repertorio non si limita alla musica classica. Come mai questa scelta?
Oggi il mondo è un "villaggio globale" con la possibilità di ascoltare i diversi stili musicali di tutti i tempi. Così il concetto del tradizionale "musicista classico" mi sembra piuttosto datato. Ho scelto di suonare anche diversi stili, perché la musica classica da sola non soddisfa il mio desidero di improvvisazione. La musica occidentale classica è la sola musica al mondo in cui la tradizione di improvvisazione oggi non esiste. Nonostante questo, ho scoperto sempre più l'importanza della musica classica per l'umanità e noi, come musicisti, dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere per proteggerla. La musica classica, secondo me, è in grave pericolo a causa del potere commerciale, così noi musicisti dobbiamo sviluppare un atteggiamento di tutela per conservarne la sua forza vitale.

Musica classica, opera, musica da camera, jazz, fusion, world music, hip-hop. La gente sceglie la musica che più gli piace per motivi generazionali, per moda, o semplicemente perché si viene influenzati da ciò che si ascolta quando si cresce?
La musica che ascoltiamo dipende molto dal nostro background sociale. Dal momento che la classe media sta perdendo rapidamente la sua connessione con la musica classica e persino la capacità di comprenderla, dobbiamo fare uno sforzo di consapevolezza e agire nuovamente da mediatori con il pubblico. La musica classica può essere la "musica per le masse" (come è sempre stata), ma i musicisti devono sviluppare anche un atteggiamento da pedagogo, per fare in modo che lo spettatore sia in grado di comprendere quello che sta ascoltando.